Dolomiti: un affascinante viaggio nel tempo

 

“L’occhio non vede cose ma figure di cose che significano altre cose.”

Italo Calvino

La litogenesi dolomitica

Le Dolomiti, come una grandiosa opera d’arte che madre natura ha plasmato, nacquero lentamente nel lungo e dilatato tempo geologico che si misura in milioni di anni.

Prima che l’orogenesi facesse svettare fino a più di 3000 metri d’altezza le rocce dolomitiche, la natura permise a queste rocce di formarsi.

In un tempo lontanissimo, nel periodo Triassico tra 200-250 milioni di anni circa, si depositarono sul fondo di un mare tropicale sabbie, limi e fanghiglie che la litogenesi trasformò in rocce sedimentarie.

Le rocce sedimentarie

Le rocce sedimentariesi formano con l’accumulo di sedimenti inizialmente molli come

il fango e la sabbia che vengono successivamente coperti da altri sedimenti e a causa della pressione, dell’aumento della temperatura, della dissoluzione e/o precipitazione di minerali ad opera di soluzioni saline circolanti si trasformano in roccia.

Il carattere distintivo delle rocce sedimentarie è la stratificazione  particolarmente visibile sulle Dolomiti.

Vi sono quindi i CONGLOMERATI, rocce formatesi dalla ghiaia, le ARENARIE, rocce create da sedimenti sabbiosi e le PELITI, rocce formatesi dai limi e dalle argille.

Queste rocce sono tutte dette TERRIGENE perché formatesi con i prodotti dell’erosione delle terre emerse.

 

Esistono poi le rocce CARBONATICHE, cioè i CALCARI e le DOLOMIE, che sono quasi sempre di origine marina e strettamente associate all’attività di piccoli organismi quali coralli, molluschi, briozoi, echinodermi, foraminiferi, alghe  o batteri solforiduttori.

Vi sono inoltre le MARNE, rocce carbonatiche che presentano una sensibile percentuale di materiali argillosi, e le EVAPORITI, rocce formatesi da depositi salini a seguito dell’evaporazione dell’acqua del mare.

Le Dolomiti sono formate prevalentemente da rocce sedimentarie, tutti questi sottogruppi di rocce sedimentarie vi sono rappresentati in percentuale diversa.

L’orogenesi dolomitica

Nell’Eocene, tra 40 e 50 milioni di anni fa circa, Africa ed Europa erano  in continuo e progressivo avvicinamento di pochi centimetri all’anno.

Questa piccola distanza si trasformò in chilometri nell’arco di alcuni milioni di anni e le Dolomiti cominciarono a sollevarsi.

Circa 15-20 milioni di anni fa i fondali marini furono deformati e portati fuori dal mare, ed infine sollevati all’altezza di montagne.

La morfogenesi dolomitica

La creazione della forma e del paesaggio come oggi lo conosciamo avvenne a partire da 2-3 milioni di anni fa attraverso l’erosione e lo smantellamento di parte delle rocce per opera degli agenti atmosferici.

A seguito dell’ultima glaciazione, avvenuta 80.000 anni fa e conclusasi 8.000-10.000 anni fa, comparve il paesaggio di inestimabile bellezza che oggi conosciamo, in forma quasi definitiva.Gli ultimi ritocchi sono avvenuti dopo la glaciazione.

Lo sciogliersi dei ghiacci, a volte spessi anche 1.500 metri, ha creato ruscelli, torrenti e fiumi che hanno scavato e trasportato detriti. Alcune pareti libere dai ghiacci hanno ceduto franando a valle.